"Ad esempio, un suo non credente, potrebbe pensare a Zarathustra semplicemente come ad un pazzo che ha portato milioni di ingenui ad adottare un culto di adorazione rituale del fuoco. Ma senza questa sua "Follia" Zarathustra sarebbe stato solo degli altri milioni o miliardi di individui vissuti e poi dimenticati…".Le parole di un Genio. Le parole di un Folle. Le parole di un Uomo.
John Nash, l'illustre matematico a cui si è ispirato il film di Ron Howard "A Beautiful Mind", è per me sempre appartenuto a quella categoria di eroi personali in cui di solito si annovera Batman o Pelé. Avevo sentito parlare di lui già prima del citato film, attraverso la sua "Teoria dei Giochi", ma è stato dopo che è entrato nel mio cuore. Non per il suo Genio, per la sua carriera scientifica o per il Nobel del 1994, ma per la sua singolare battaglia contro il peggiore dei nemici: sé stesso.
Non riprendo assolutamente qui la sua storia: per questo esiste, oltre al film, una ricca biografia in rete che risulta assolutamente esaustiva.
Mi ha affascinato, nel particolare, la sua estenuante lotta contro la malattia mentale, quella Schizofrenia Paranoide che, in un periodo come i fine anni '50, non lasciava certo molti orizzonti di speranze, non solo cliniche, ma anche di riscatto sociale. Tutt'oggi questa malattia è considerata inguaribile nella maggior parte dei casi.
Deliri, Farmaci, Insulinoshock, Elettroterapia hanno segnato un corpo che risultava essere devastato già alla soglia dei suoi 40 anni. Ma alla fine ne è uscito. È riuscito a conviverci. Ha accettato ciò che la Vita gli ha dato: un genio accanto ad una realtà parallela dove far vivere visioni irreali.
Ma ammiro Nash al di là della Guarigione o per il controllo che ha avuto, negli ultimi anni, della Malattia: lo ammiro per avercela raccontata e per averci detto quanto l'Ombra sia terribilmente democratica e trasversale, interessando qualsiasi categoria sociale, razziale, culturale, senza distinzione alcuna.
"… statisticamente sarebbe improbabile che uno scienziato di 66 sia in grado di raggiungere il livello delle sue realizzazioni precedenti. Nonostante ciò mi sto applicando al mio lavoro, pensando ai 25 anni passati nell' "illusione" come "vacanza atipica". Spero per questo di poter ottenere qualche risultato di valore attraverso i miei studi in corso o attraverso nuove idee future".
L'impossibile è stato reso possibile. Perché non pensare che il Genio di Nash, nonostante l'età, ci meraviglierà ancora?
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